“Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze.”

Le elezioni del 26 maggio si presentano nel momento indubbiamente più difficile della storia dell’Unione Europea.

Non saranno le prime dopo la crisi economica, ma saranno le prime dopo la crisi della democrazia liberale in Occidente: le prime dopo la Brexit e le sue caotiche conseguenze, le prime dopo l’elezione di Trump, le prime dopo l’avvento dei governi populisti.

Il momen­to più dif­fi­ci­le del­la sto­ria dell’Unione coin­ci­de, peral­tro, con quel­lo in cui di Euro­pa non si può per nien­te fare a meno.

Le sfi­de epo­ca­li che si pro­spet­ta­no sono note, ma non per que­sto affron­ta­te ade­gua­ta­men­te:

assi­stia­mo ogni gior­no ad una cre­sci­ta eco­no­mi­ca insod­di­sfa­cen­te, se non nul­la, ad un inten­so feno­me­no migra­to­rio, ad indo­ma­bi­li cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci, alla con­cor­ren­za dei gigan­ti eco­no­mi­ci come, tra gli altri, Cina e Sta­ti Uni­ti, all’emergere di sem­pre nuo­vi pun­ti di doman­da lega­ti alle que­stio­ni fisca­li dell’economia digi­ta­le.

L’ina­de­gua­tez­za degli Sta­ti nazio­na­li ad affron­ta­re le gran­di sfi­de epo­ca­li è evi­den­te.

Le col­pe che ven­go­no attri­bui­te all’Europa da chi vor­reb­be distrug­ger­la sono in real­tà i limi­ti dell’Unione Euro­pea del­le nazio­ni. Per que­sto voglia­mo costrui­re una vera Fede­ra­zio­ne Euro­pea, che rea­liz­zi la sua uni­tà nel­la valo­riz­za­zio­ne del­le diver­si­tà ter­ri­to­ria­li, ma con com­pe­ten­ze stra­te­gi­che.

L’Unione Euro­pea è l’unica dimen­sio­ne a cui rivol­ger­ci, oggi, per ripren­der­ci il futu­ro.

Le mie priorità per l’Europa

1. Un’Europa che sia una poten­za com­mer­cia­le

Affin­ché sia pos­si­bi­le com­pe­te­re con i più for­ti atto­ri dell’economia glo­ba­le, occor­re un’Europa com­pat­ta, con la prio­ri­tà di un costan­te svi­lup­po eco­no­mi­co.

L’Europa deve raf­for­zar­si come poten­za glo­ba­le indi­pen­den­te per difen­der­si dal­la poli­ti­ca iso­la­zio­ni­sta degli Sta­ti Uni­ti d’America sot­to la pre­si­den­za Trump, per fare i con­ti con la pene­tra­zio­ne eco­no­mi­ca di un com­pe­ti­tor com­mer­cia­le come la Cina e per non soc­com­be­re davan­ti a una poten­za come la Rus­sia, che da sem­pre scom­met­te sul fal­li­men­to del pro­get­to euro­peo per gua­da­gna­re spa­zi di influen­za e pote­re.

2. Un’Europa del meri­to e del lavo­ro

È neces­sa­rio pro­muo­ve­re un mon­do dell’università e del­la for­ma­zio­ne aper­to al meri­to, inte­gra­to con il siste­ma del­le impre­se. Il per­cor­so acca­de­mi­co deve for­ni­re gli stru­men­ti per com­pren­de­re appie­no il pas­sa­to e il pre­sen­te, ma anche inse­gna­re a tra­sfor­ma­re le pro­prie cono­scen­ze in pro­gres­so scien­ti­fi­co e tec­no­lo­gi­co e model­li di busi­ness inno­va­ti­vi e che garan­ti­sca­no sem­pre mag­gior benes­se­re.

3. La soste­ni­bi­li­tà

L’Unione Euro­pea ha il dove­re di orien­ta­re ogni scel­ta poli­ti­ca, eco­no­mi­ca e fisca­le alla soli­da­rie­tà inter­ge­ne­ra­zio­na­le e alla soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le. Occor­re che l’Unione Euro­pea indi­riz­zi gli inve­sti­men­ti ver­so le ener­gie rin­no­va­bi­li e che impon­ga obiet­ti­vi vin­co­lan­ti per la ridu­zio­ne del­le emis­sio­ni. Inol­tre, al fine di soste­ne­re la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca, è ormai essen­zia­le un pro­get­to per lo svi­lup­po di una Ban­ca euro­pea per il cli­ma, come filia­le del­la Ban­ca euro­pea per gli inve­sti­men­ti.

4. Un Mer­ca­to Uni­co Digi­ta­le

È indub­bio che l’economia digi­ta­le rive­sta un ruo­lo impor­tan­te nell’economia con­ti­nen­ta­le euro­pea; cio­no­no­stan­te, le sti­me del­la Com­mis­sio­ne euro­pea valu­ta­no che l’assen­za di bar­rie­re nel mer­ca­to uni­co digi­ta­le potreb­be pro­dur­re una cre­sci­ta aggiun­ti­va di più di due­cen­to miliar­di. Occor­re rimuo­ve­re le bar­rie­re nazio­na­li alle tec­no­lo­gie digi­ta­li, garan­ti­re mag­gio­re pro­dut­ti­vi­tà gra­zie ad un flus­so più rapi­do di infor­ma­zio­ni, mag­gio­re effi­cien­za e costi ridot­ti nel­le tran­sa­zio­ni digi­ta­li, in modo da garan­ti­re la libe­ra cir­co­la­zio­ne di infor­ma­zio­ni e mer­ci 

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